CARTA DEI VALORI

1. Correttezza e moralità. L’Associato ANCP ha come obiettivo la protezione, sviluppo e trasmissione del patrimonio economico del proprio cliente, prestando una consulenza integrata del patrimonio nel suo complesso. Deve quindi uniformare il proprio comportamento alle disposizioni di legge vigenti, ai principi di correttezza e lealtà professionale e deve altresì uniformare la propria vita, anche privata, a principi di dignità e decoro, evitando situazioni e comportamenti che possano arrecare discredito ad ANCP e alla propria categoria professionale.
L’Associato ANCP è tenuto a spiegare con estrema chiarezza quali siano gli ambiti della consulenza patrimoniale, precisando che si avvarrà di altri Associati per le aree non coerenti con la propria categoria professionale.

2. Riservatezza e doveri. L’Associato ANCP è vincolato al rispetto del segreto professionale, con il divieto assoluto di divulgare fatti o circostanze di cui sia venuto a conoscenza per ragioni connesse all’esercizio dell’attività professionale, salvo quando ne sia stato espressamente sciolto dal cliente mandante. 
L’Associato ANCP è tenuto a promuovere la cultura della consulenza patrimoniale, sviluppare la sinergia professionale fra Associati, partecipare regolarmente alle attività della Associazione, agire in conformità con lo Statuto e con la presente Carta dei Valori.

3. Indipendenza e incompatibilità. L’Associato ANCP deve prestare consulenza patrimoniale per il bene assoluto del cliente, evitando le situazioni che possano determinare una limitazione o un costringimento della sua libertà operativa nel sereno svolgimento dell’attività di consulenza.
L’Associato ANCP deve appartenere ad una delle famiglie professionali che ANCP ritiene, tempo per tempo, funzionali a prestare Consulenza Patrimoniale. Il venir meno di tale appartenenza, rende incompatibile la permanenza all’interno di ANCP con la qualifica di Associato.

4. Aggiornamento professionale. L’Associato ANCP è tenuto al costante aggiornamento professionale previsto dalla categoria di appartenenza. ANCP prevede inoltre, tempo per tempo, competenze standard, a cui devono attenersi tutti gli Associati, tali da consentire l’espletamento dell’attività di consulenza patrimoniale nel miglior modo possibile al mutare dei contesti e delle norme.

5. Rapporti con gli altri associati. L’Associato ANCP ha il dovere di improntare i suoi rapporti con gli altri Associati a principi di massima lealtà e correttezza, astenendosi dal compiere atti che possano arrecare ai medesimi danni di qualsivoglia natura. In particolare non può, al fine di procurarsi pubblicità e clientela, diffondere notizie false o attribuire a sé la paternità del lavoro compiuto da altri Associati.
L’Associato ANCP che, su richiesta di altro Associato, fornisca un servizio professionale ad un cliente di quest’ultimo, è tenuto a ricevere il compenso pattuito con il cliente, ritenendo l’Associato segnalante, salvo diverso accordo, libero da ogni impegno. L’Associato segnalante resta il punto di riferimento privilegiato del cliente, pertanto, ogni successivo eventuale supporto professionale fornito da altri Associati dovrà essere condiviso, sempre e comunque, con l’Associato segnalante al fine di garantire coerenza con l’intero processo di consulenza patrimoniale delineato dall’Associato segnalante.  

6. Pubblicità. L’Associato ANCP potrà, in coerenza con quanto previsto dalla categoria professionale di appartenenza, liberamente diffondere a mezzo stampa o per via telematica la propria qualifica nel rispetto di quanto previsto dallo Statuto. L’eventuale utilizzo di pubblicità dovrà essere comunque improntata al buon gusto, non fare leva sui sentimenti, non contenere alcun richiamo a professioni regolamentate da appositi albi ed ordini, non essere ingannevole.

7. Rapporti con i clienti. I rapporti con i clienti debbono essere improntati a principi di massima correttezza e lealtà. L’Associato ANCP deve prestare consulenza patrimoniale, in autonomia o con il supporto di altri Associati, se è sicuro di poterla eseguire e portare a termine con scienza, coscienza, diligenza, scrupolo ed attenzione, avendo costantemente cura di tutelare sempre e comunque l’interesse del proprio cliente, da anteporre anche al proprio interesse personale. In particolare deve costantemente notiziare il cliente sull’evoluzione della consulenza affidatagli, con esso concordando ogni decisione importante ed ogni procedura difforme dalla normalità.
Deve inoltre qualificarsi, fornendo se richiesto anche il proprio curriculum vitae, illustrando il percorso formativo e professionale con esattezza e precisione sin dal primo contatto con il cliente, in modo da evitare incomprensioni ed equivoci da parte di quest’ultimo. Deve rendere edotto il cliente di tutti i dubbi e le perplessità che emergono dall’esame della situazione patrimoniale, avendo l’obbligo di non proseguire nella consulenza patrimoniale ove si accorga che il cliente si stia avvalendo della sua opera professionale per compiere una truffa o per porre in essere atti o richieste che possano comunque configurare ipotesi di reato.

8. Compensi. Per le prestazioni effettuate ha diritto, in assoluta trasparenza con il cliente, al pagamento degli onorari, indennità e spese sostenute, in base agli elementi ricavabili dai compensi vigente nella famiglia professionale di appartenenza. In ogni caso il prezzo pagato dal cliente deve essere equo e trovare sempre corrispondenza con la quantità e l’importanza delle attività esercitate, nonché con i risultati utili, anche non strettamente patrimoniali, conseguiti dal cliente.